
III Domenica / B | 22/01/2012
Mc 1,14-20
Marco pare scrivere il suo Vangelo come preso dalla necessità di rispondere a due domande: chi è questo Gesù di Nazareth, figlio di Giuseppe il falegname?
E perché ha voluto sin dall'inizio essere un Messia "nascosto" che non si proclama al mondo in maniera evidente?
La risposta alla seconda domanda ci aiuta a dare una spiegazione anche alla prima.
In effetti, il Gesù che traspare dal Vangelo di Marco è un Gesù che rifiuta la notorietà: quando, a più riprese, vedendo il suo potere di compiere miracoli, la folla acclama Gesù come Messia e Salvatore, egli rifiuta questi bagni di folla e si ritira in solitudine. È quindi un Gesù che agisce "in chiaroscuro": da una parte compie stupendi prodigi che rivelano all'uditore tutta la sua potenza e la sua gloria, dall'altra rifiuta ogni acclamazione e investitura ufficiale prima di essere accettato nella sua rivelazione finale, quella della Croce.
È perciò sulla croce che il Gesù di Marco ci rivela chi egli è veramente: l'annuncio della Resurrezione (importante, ma stranamente quasi secondario, per Marco) diventa solo l'esplicitazione, la glorificazione della messianicità di Gesù Cristo.
"Dopo che Giovanni fu arrestato", Gesù inizia la sua missione, dando già per "compiuto" il tempo del Regno di Dio, di fronte al quale non possiamo più accampare scuse: occorre "convertirsi e credere al Vangelo".
Chi temporeggia, chi sta a guardare, chi vuole pensarci su ancora un attimo, chi non si sente ancora sicuro di fronte alla proposta del Regno, è fuori tempo massimo: prendere o lasciare, il Regno non può attendere.
O segui Cristo senza riserve, lasciandoti affascinare dalla proposta accattivante del suo itinerario, oppure resti lì a condurre la tua vita di sempre, rinchiuso nelle tue sicurezze, con la tua barca, con le tue reti, con i tuoi affetti e le tue amicizie, senz'altro più rassicuranti da un punto di vista della stabilità e delle certezze umane, ma decisamente poco aperti alla possibilità dell'incontro con lui, dell'incontro che ti cambia la vita e che ti porterà a capire chi è questo Gesù che ti annuncia il Regno di Dio in mezzo a noi.
Prendere o lasciare: il vangelo di Marco, nella sua essenzialità, ci offre un Gesù così, tutto d'un pezzo, senza tentennamenti, poco dedito a dare spiegazioni e motivazioni, a volte pure oscuro e difficile da comprendere, ma di certo - o forse proprio per questo - tremendamente affascinante.
E in un periodo critico come questo, di proposte affascinanti, appassionanti e accattivanti, ne abbiamo davvero bisogno.
Non perdiamo tempo, dunque: lasciamo subito le nostre reti e seguiamolo, abbiamo solo da guadagnarci!